I Lotti Veneziani

Di Roberto Stoppato Badoer (SGE)


[1] Molmenti e Dolcetti pongono il 1521 come anno di inizio di lothi a Venezia intesi come lotterie a premi. Sanudo parlava della loro nascita nell’anno 1522: probabilmente, considerando che il periodo di cui si parla è a cavallo tra febbraio e marzo, è un errore dovuto alla computazione degli anni more veneto o more comune. Secondo la datazione veneta l’anno iniziava il primo di marzo e terminava l’ultimo giorno di febbraio. Lo stile veneto, rimase in vigore a Venezia fino ai primi decenni del XVIII secolo. Su il more veneto Roberto Stoppato Badoer, Autonomia e privilegi della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni nella Veneta Serenissima Repubblica, Padova 2004, pp. 42-44 e Giuseppe Tassini, Feste e spettacoli. Divertimenti e piaceri degli antichi veneziani, Venezia 2009, p.11.

[2] Marin Sanudo, I Diarii (1496 – 1533), pagine scelte a cura di Paolo Margaroli, Vicenza 1997, p. 411, XXXII. Col. 467-468, 18 febbraio 1522 «È da saper, in questi zorni in Rialto è sussità uno novo modo di vadagnar metendo poco cavedal a fortuna, e fu comenzà in cose basse, auctor Hironimo Barmbarara strazaruol, poi è venuto più in grosso. Prima cadaun che voleva deva pizoli venti, poi vene a lire tre, poi a ducati uno e si metteva li precii, tapedi, spaliere et altre cose; hor è venuto arzenti per serche ducati duecento, et altri ha messo una peza di restagno d’oro dando ducati uno per nome». XXXII. Col. 500, 27 febbraio 1522 «Havendo di sopra scritto come al presente in questa terra di Rialto non si atende ad altro ch’a meter ducati su lothi, idest precii che si mette a tanto per uno, zoè soldi dieci, soldi venti, soldi trentuno, lire tre, ducati uno e ducati ad summum, e li precii montano chi più chi manco fino millecinquecento ducati, zoè pani de seta e de lana, quadri fodre di più sorte..»citato anche da Molmenti, La storia di Venezia, p. 296. 

[3] Sanudo, I Diarii (1496 – 1533), pagine scelte a cura di Paolo Margaroli, Vicenza 1997, p. 412, XXXII. Col. 500 – 501, 27 febbraio 1522: «Et aciò non siegua fronde, per li Capi di X fo comesso a li Provedadori di Comun sier Lunardo di Prioli, sier Daniel Trivixan, sier Filippo da Molin che non si potesse meter lotho alcun senza sua saputa, et che fosse messo le robe a precio justo, et mandano uno scrivan a veder cavar li boletini». E «…et è stà, per li Signori di note over Provedadori di Comun, preso uno che meteva più boletini di quello dovea nel lotho; fu posto in berlina».

[4] Asv, Consiglio dei X, Misti, reg.44, c. 122, t., 28 febbraio 1522 «…che non si possi modo aliquo principiar più alcuno (lotho) in questa città nostra sotto pena a quello over quelli che contravvenisse a questo ordine et deliberazione nostra di star anni doi ne le nostre preson nostre seradi et pagar ducati cinquecento: un terzo dei quali sia dell’accusator, uno terzo della Signoria nostra et un terzo dei avogadori nostri de Comun da esser scossa irremissibilmente senza altro Conseio…». Documento riportato in appendice in Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 219 (questo documento così riportato dal Dolcetti è datato 1521). V. anche Sanudo, Diarii, t. XXXII, col.509, 28 febbraio 1522 citato da Fiorin, Fanti e Denari, p. 123.

[5] Fiorin, Fanti e Denari, p. 123 e Molmenti, La storia di Venezia, p. 296.

[6] Fiorin, Fanti e Denari, p. 124.

[7] Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 220.

[8] Sanudo, Diarii, t. XXXVI, col. 256, 27 aprile 1524: il N.H. Marco Antonio Contarini vinse quel giorno molti bollettini, t. XXXIX, col. 220, 18 luglio 1525: giocava un gruppo di indigenti, t. XXXIII, col. 629, 25 febbraio 1523 e t. XXXIV, col. 20, 6 marzo 1523: giocavano rispettivamente un albanese ed un cipriota, t. XXXIII, col. 144, 10 aprile 1522: giocava una monaca del convento della Celestia e il piovano della chiesa di S. Maria al Capo Broglio. Citati da Fiorin, Fanti e Denari, p. 125.

[9] Citati da Fiorin, Fanti e Denari, p. 125 i Diarii, t. XXXIII. Coll. 499-500, 6 novembre 1522.

[10] Ibidem, t. XXXIII, col. 629, 25 febbraio 1523.

[11] Ibidem, t. XXXIV, col. 284, 1 luglio 1523 e Asv, Consiglio dei X, Misti, reg.44, c. 20, t. 17 aprile 1523 cit. da Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 219.

[12] Ibidem, t. XXXVI, coll. 330-331, 10 maggio 1524 e Asv, Consiglio dei X, Misti, reg.44, c. 114. 8 gennaio 1523 cit. da Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 219.

[13] Ibidem, t. XXXVII, coll. 330-331, 10 maggio 1524.

[14] Asv, Consiglio dei X , «Lotto sopra terreno vacuo a S. Samuele» 29 maggio 1525. Citato da Fiorin, Fanti e Denari, p. 124 e Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 220.

[15] Asv, Consiglio dei X, com., c. 44, 18 agosto 1535 in appendice di Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 221.

[16] Asv, Consiglio dei X, com., c. 172, 22 novembre 1535 citato da Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 221.

[17] Asv, Consiglio dei X, com., c. 95, 10 febbraio 1537 citato da Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 221.

[18] Asv, Consiglio dei X, com., c. 188, 30 ottobre, 12 novembre e 9 dicembre 1538 in appendice di Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 221.

[19] Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 221.

[20] Asv, Consiglio dei X e Provveditori di Comun, Cap. c. 345 Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 221.

[21] Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 225, 30 dicembre 1588 e 21 giugno 1589.

[22] Consiglio dei Dieci, 7 luglio 1603, in Sabini, Leggi criminali del Serenissimo dominio Veneto in un solo volume raccolte e per pubblico decreto ristampate. Antonio Pinelli stampatore ducali, Venezia 1751, p. 85t.

[23] «Nella presente dispendiosissima Guerra, ha la Repubblica Nostra esposto et contribuito il sangue dei suoi Cittadini et profuso l’oro a gloria del S. Dio et a difesa della publica libertà et nella tanto necessaria provision del denaro maggior cura tuttavia ella non ha che di farla per quanto sia possibile col minor aggravio dei sudditi e più tosto sostenendo il peso de grossi interessi unire il commodo et d’allettamento… però sia preso che come consigliano li cinque Deputati sopra la provision del Denaro sia aperto un deposito (in forma di lotto)in cecca per un milione di ducati (cinquemila carati)». Ibidem, p. 230. La magistratura sulla Provvision del denaro fu istituita nel 1646 allo scopo di indicare i modi più opportuni per raccogliere denaro per far fronte alle necessità della guerra di Candia. Questo ufficio era composto di 5 membri, coadiuvati, dal 1652 al 1657, da due aggiunti. Nel 1658 vennero nominati altri tre deputati alla provvision del denaro, i quali poco dopo li sostituirono completamente. Il loro incarico principale era quello di dar parere su tutti i rami della pubblica economia. Da Mosto, L’archivio di stato di Venezia indice generale, p.178.

[24] Si sta qui facendo riferimento alla settima e ultima guerra turco-veneziana, meglio conosciuta come la seconda guerra di Morea (1714-1718).

[25] Asv, Senato, Terra, reg. 270, 21 dicembre 1715 Citato da Fiorin, Fanti e Denari, pp. 128, 205 e Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 14.

[26] Ibidem.

[27] Fiorin, Fanti e Denari, pp. 128, 129.

[28] Ibidem.

[29] Carlo Vedova, Del seminario di Genova o sia del corrente Lotto, Venezia 1775, citato da Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 15.

[30] Fiorin, Fanti e Denari, p. 129.

[31] Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 236.

[32] Consiglio dei Dieci, 13 luglio 1734, in Sabini, Leggi criminali del Serenissimo dominio Veneto, p. 203.

[33] Fiorin, Fanti e Denari, p. 129.

[34] Asv, Dep. e Agg. alla provvision del denaro, Cat. IV, c. 341, 13 marzo 1765 in Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 237.

[35] Asv, Dep. e Agg. alla provvision del denaro, Cat. IV, c. 342, 28 febbraio 1770 in Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 237.

[36] Giuseppe Tassini, Aneddoti storici veneziani, Venezia 2009, pp.149, 150.

[37]37] Asv, Dep. e Agg. alla provvision del denaro, Cat. IV, c. 343, 8 agosto 1776 in Dolcetti, Le bische ed il giuoco, p. 239.

[38] Dolcetti, Le bische ed il giuoco, pp. 240, 241.

[39] La fuga avvenne tra il 31 ottobre e il 1° novembre 1756 e arrivò in Francia il 5 gennaio 1757. Elio Bartolini, Vita di Giacomo Casanova, Milano 1998, pp. 148, 152.

[40] «Calzabigi, Ranieri. – Nato a Livorno nel 1714, visse da giovine a Napoli, dove ebbe un ufficio al Ministero. Il Casanova lo trovò a Parigi nel 1757 col fratello Anton Maria; e i tre avventurieri introdussero in Francia il gioco del lotto, traendone lauti guadagni». Aa. Vv. Enciclopedia Italiana, versione online, voce Ranieri Calzabigi. http://www.treccani.it/enciclopedia/ranieri-calzabigi_%28Enciclopedia-Italiana%29/

[41] Le Mémoires de J. Casanova de Seingalt, écrits par lui-même è il titolo della vecchia edizione delle memorie autobiografiche del celebre avventuriero veneziano Giacomo Casanova. Scritte in lingua francese, tra il 1789 e il 1798, furono pubblicate postume attorno al 1825 in una versione censurata. Nel 1834, fu messa al bando nell’indice dei libri proibiti assieme a tutte le altre opere dell’autore. Una nuova edizione, conforme al manoscritto originale, dal titolo Histoire de ma vie, fu pubblicata tra il 1960 e il 1962.

Tratto dal Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_mia_vita_(Casanova)

[42] Charles Samaran (Cravenchères-L’Hôpital, Gers, 1879 – Nogaro, Gers, 1982) fu un paleografo, storico e archivista, nonchè direttore dell’École des Hautes Études, professore dell’École des chartes degli archivî di Francia, presidente del Comitato internazionale di paleografia, membro dell’Institut de France. Aa. Vv. Enciclopedia Italiana, versione online, voce Charles Samaran. http://www.treccani.it/enciclopedia/charles-samaran/

Da “Storia Veneta n°81” – dicembre 2025