Carlo Antonio Marin, nobile veneziano: una vicenda

Di Amelia Vianello

L’infanzia e gli studi

Ritratto di Isabella Teotochi Albrizzi dagli “occhi scintillanti”,[1] eseguito da Élisabeth Vigée Le Brun nel 1792.

Palazzo Pesaro degli Orfei, interno

Un povero Cittadino ridotto a governare

negli ultimi angoli dello Stato un’isola

i di cui abitanti, e per genio e per cuore,

furono sempre per il maggior numero

tenuti di mala fede e sospetti.

C.  A. Marin, Lettere a Rocco Stradi, 9^


  1.  Il 28 aprile 1747, Giovanni Battista Marin qm Domenico si recava presso l’Avogaria di Comun, a Venezia, per dichiarare la nascita del proprio figlio Carlo Antonio, avvenuta il 4 gennaio 1745 m.v. a Orzinuovi (nel forte). Archivio di Stato di Venezia (d’ora in poi ASVE), Avogaria di Comun, Libro d’oro. Nascite, reg. 65, ex XV, 1741, aprile – 1760, febbraio – c. 215 r.
  2. Il magistrato dell’Avogaria di Comun aveva il compito di registrare sul Libro d’oro solo le nascite che avvenivano in famiglie patrizie il cui matrimonio era da considerarsi legittimo, e i cui membri, a loro volta, erano iscritti al Libro d’oro; in tal modo avveniva la tutela della purezza del corpo aristocratico. Il primo libro d’oro ebbe inizio il 1506, v. ASVE, Avogaria di Comun, Libro d’oro, Nascite, I, reg. 51, 1506, sett. – 1529, febbr.
  3. ASVE, Riformatori allo studio di Padova, b. 380.
  4. Il 12 dicembre 1609, al Senato veniva proposta dal procuratore Ferigo Contarini l’idea di un Collegio per l’istruzione dei nobili sprovvisti di beni. Dopo aver attentamente vagliato relazioni e informazioni, il Senato disponeva la fondazione dell’Accademia con decreto statutario del 17 agosto 1619, «per l’educazione ne’ costumi e nella virtù li Figlioli dell’ordine Patrizio». L’accademia venne chiamata Convitto, o Collegio poiché gli allievi ricevevano vitto e alloggio. 
  5. ASVE, Id., b.392 – Atti vari Accademia dei nobili alla Giudecca
  6. Per la nomina di Sopra Comito, ASVE, Segretario alle Voci, Elezioni Maggior Consiglio, reg. 31, c. 107, aa. 1769-1779, «Nominato Sopra Comito – 1772. 10 marzo – Carlo Antonio Marin q.m Gio. Batta».
  7. A Corfù si radunavano, due volte l’anno, le navi marciane in attesa di partire in convoglio, la cosiddetta muda, per i porti del mediterraneo orientale sotto la scorta di due navi da guerra.
  8. Vittorio MALAMANI, Isabella Teotochi Albrizzi. I suoi amici.  Il suo tempo, Torino 1882, p. 4. Il Cicogna pure si esprime sull’aspetto fisico del Marin dicendo che «Egli era brutto». Biblioteca Nazionale Marciana, ms. It. VII. 2291 / 9126.
  9. ASVE, Segretario alle voci, Elezioni Maggior Consiglio, reg. 31, aa. 1769 – 1779.  Proveditor a Salò, Carlo Antonio Marinqm Giovambattista – c. 208 – 31 marzo 1777 – «si risserva il luogo». Più sotto stessa pagina Carlo Antonio Marin fù qm Giovambattista «per accetto 3 luglio 1777» – 9 febbraio 1778 m. v. (1779) – 8 giugno 1780 – 8 dicembre 1779. 
  10. Il Palazzo Pesaro degli Orfei fu acquistato, all’inizio del XX secolo, dal pittore e collezionista spagnolo Mariano Fortuny y Madrazo. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1950, la vedova donò palazzo Fortuny al Comune di Venezia, per ospitarvi manifestazioni di carattere artistico.
  11. Marina Crivellari Bizio, Campi Veneziani; Venezia 2000, pp. 120-121.
  12. Era volontà del Senato che ai pubblici incarichi fossero elette persone leali e attente, e a tal fine interveniva disponendo che le cariche che venivano date, pure quelle dei rettori in Terra Ferma, fossero assegnate a «persone di probità e pontualità».
  13. Nomina di Carlo Antonio Marin qm Giovambattista in ASVE, Segretario alle Voci, Elezioni Maggior Consiglio, reg. 31, aa. 1769-1779 – c. 208 – 31 marzo 1777 – «si risserva il luogo».
  14. ASVE, Correttori delle leggi, b. 3, Memorie della Correzione 1780.
  15. Galia, galera. Soprattutto nel particolare ambiente delle Quarantie, al tempo di Giorgio Baffo, vengono a formarsi le atmosfere politiche rivendicative e frondiste e quei conflitti che, maturando, si infiltreranno tenaci nel conservatorismo veneziano. Su Giorgio Baffo, il suo tempo e la sua poesia, Piero DEL NEGRO, Politica e cultura nella Venezia di metà Settecento. La “poesia barona” di Giorgio Baffo “quarantiotto”, in “Comunità”, anno XXXVI, ottobre 1982, pp. 312-425.
  16. Sentenza emanata l’11 luglio 1788, in ASVE, Consiglio dei dieci, Deliberazioni secrete, b. 80.
  17. ASVE, Segretario alle Voci, Elezioni a Consigli, reg. 5 – Elezioni del Maggior Consiglio per la Quarantia Civil Nuova (1749-1796), f. 37 r. Carlo Antonio Marin fù di Gio:Batta risulta eletto il 6 ottobre 1781 alla Civil Vecchia. Tribunali civili veneziani di appello erano le Quarantie Civil Nuova e Vecchia, mentre era tribunale penale la Quarantia Criminal. I tre consigli delle Quarantie e i due collegi dei XX Savi e dei XII componevano l’assetto giudiziario di appello a Venezia e ciò valeva per tutto lo Stato. I cosiddetti «Spazzi» erano le sentenze emesse dal Consiglio di 40 criminal – Quarantia criminal – ed erano firmate dai tre Capi di Quarantia.
  18. ASVE, Quarantia civil vecchia, b. 199 – Elenchi mensili dei giudici componenti la Quarantia a. 1782. Per notizie sulle Quarantie, v. anche A. Da Mosto, L’Archivio di Stato di Venezia, tomo I, Roma 1937 e G. Maranini, La Costituzione di Venezia, Firenze 1974, rist. anastatica ed. 1927.
  19. Biblioteca Museo Correr, Op. 762.18, Venezia, Agostino Sagredo, Biografia di C. A. Marin e Voce Carlo Antonio Marin compilata sempre da Agostino Sagredo, inBiografie degli Italiani illustri nelle scienze, lettere ed arti del secolo XVIII, e de’ contemporanei compilate da letterati italiani di ogni provincia e pubblicate a cura di Emilio De Tipaldo, Venezia, tip, di Alvisopoli, MDCCCXXXVI – 1834-1845, Vol. 3°, pp.485-490. 
  20. ASVE, Segretario alle Voci, Elezioni a Consigli, reg. 5 – Elezioni del Maggior Coniglio per la Quarantia Civil Nuova, 1749-1796.
  21. ASVE,Collegio, Relazioni finali di ambasciatori e pubblici rappresentanti, b. 83,Sommario di Relazione del N.H. Alberto Magno ritornato di Provveditore a Cefalonia prodotta al Ecc.mo Senato, 1759, 3 dicembre. Questa di Alberto Magno è una relazione splendida, che rende dell’isola un quadro completo, complesso e politicamente interessante.
  22. Isola montuosa (M. Enos, 1620 m.) è in parte coperta da boschi. Produzione di cereali, olio, uve pregiate. Vicino vi è l’isola di Zante (Zacinto in greco). Rimase possedimento veneziano fino al 1797.
  23. Cefalonia dette sempre problemi alla Repubblica, che purtuttavia considerò le difficoltà politiche con tempismo e non risparmiò molti tentativi per ovviare alla endemica violenza. Era una delle sette isole Ionie, possedimenti veneziani in Levante: Corfù, Zante, Cefalonia, Itaca, Santa Maura, Cerigo, Cerigotto.
  24. ASVE, Segretario alle Voci, Elezioni in Maggior Consiglio, reg. 33, aa. 1789 – 1797, c. 211, solo in microfilm, bobina 106. Nomina di Provveditore di Cefalonia a Carlo Antonio Marin per il periodo2 nov. 1793 – 1° nov. 1795, carico che durava 24 mesi.
  25. Il governo instituito a Cefalonia era composto da autorità veneziane e locali. Le autorità venete erano il Provveditore, due Consiglieri ed un Segretario, tutti patrizi veneti eletti ogni due anni dal Senato, e questi costituivano il governo veneziano propriamente detto ossia Reggimento.
  26. Da luglio 1793, Isabella non abita più al Ponte dei Barettieri con Carlo Antonio, bensì in «Frezzeria», a s. Moisè. Ormai fa coppia fissa col N.H. Giuseppe Albrizzi, ed era in programma un matrimonio tra i due.
  27. BMC, mss. P.D. 548 C/197, C. A. Marin. Lettere a Rocco Stradi. Lettera n. 13 – Roma li 27 settembre 1793.
  28. BMC, mss. PD 564 C – Istanza e Atti annullamento del matrimonio di IsabellaTeotochi – Processo Verbale; Dichiarazioni dei Testimoni; Atti della Curia Arcivescovile di Corfù.
  29. Nel suo diario manoscritto,E. A. Cicogna dice che il Marin era brutto, poco avvenente insomma, soprattutto per una donna molto più giovane di lui.
  30. ASVE, Inquisitori di Stato, b. 209, Relazioni del Segretario degli Inquisitori di Stato, 1783-1796, Relazione di Giuseppe Gradenigo, segretario degli Inquisitori di Stato, dell’ottobre 1793.
  31. ASVE, Inquisitori di Stato, b. 38, Lettere degli Inquisitori ai rettori di Cefalonia 1750-94 e altri, lettera 13 giugno 1794. Inquisitori: Agostino Barbarigo, Angelo Maria Gabriel, Giovanni Emo.
  32. MEMO Angelo, Relazione del nobile Angelo Memo, ritornato Provveditor generale da Mar, relazione 28 novembre 1794, Venezia 1867, pp. 10-11.
  33. ASVE, Municipalità provvisoria, Democrazia 1797, b. 185Corrispondenza diplomatica, Dispaccio 2 giugno 1797 dell’ambasciatore Nicolò Venier.
  34. COSTANTINI Massimo, Lineamenti di storiografia economica di Venezia nell’Ottocento, in Venezia nell’Ottocento, a cura di Massimo COSTANTINI, «Cheiron», Mantova 1991, p. 161.
  35. Biblioteca Museo Correr, Venezia, Op. 762.18, Agostino Sagredo, cit.
  36. Isabella era un’aperta simpatizzante del governo francese, verso il quale poteva vantare delle conoscenze, ma non sarà così quando ritorneranno a governare gli austriaci. Durante la seconda dominazione austriaca, Isabella sarà politicamente molto sorvegliata, perché latrice di forti simpatie francesi e russe, che il governo austriaco guardava con molta circospezione.
  37. Per il lavoro del Marin per l’archivio s. Teodoro, v. Amelia VIANELLO, L’archivio s. Teodoro. Archivi e memoria nell’Ottocento, in «Terra d’Este», rivista di storia e cultura, n. 63, a. XXXII, 2022, Este, Gabinetto di Lettura, pp. 47-93.
  38.  Con la restaurazione austriaca venne ripresa l’idea dell’istituzione di un archivio generale, e il 13 dicembre 1815 Francesco I deliberava la concentrazione in un unico edificio di tutti gli archivi di Venezia. Veniva altresì nominato direttore dell’archivio Jacopo Chiodo. Si erano nel frattempo aggiunti molti altri documenti, provenienti dagli antichi archivi delle corporazioni religiose e delle scuole e quelli delle corporazioni artigiane

Bibliografia

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Id., Un sistema giuridico repubblicano: Venezia e il suo Stato territoriale (secc. XV-XVIII), in Il diritto patrio tra diritto comune e codificazione (secc. XVI-XIX), Atti del Convegno (Alghero, 4-6 novembre 2004), Viella, Roma 2006, pp. 297-352.

Id., L’intrigo dell’onore. Poteri e istituzioni nella Repubblica di Venezia tra Cinque e Seicento, Cierre, Verona 1997.

TAGLIAFERRI, A., L’amministrazione veneziana in terraferma: deroghe e limitazioni al potere giudiziario dei Rettori, Udine, Arti grafiche friulane, 1978.

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Da “Storia Veneta n°83” – aprile 2026