A cura di Riccardo Pasqualin

“1814-1866. 16° Infanterie-Regiment. Soldati veneti a servizio dell’Imperatore d’Austria” di Gastone Fusaro (Archivio Fusaro, 2023)
RECENSIONE:
Il volume di Gastone Fusaro 1814-1866. 16° Infanterie-Regiment. Soldati veneti a servizio dell’Imperatore d’Austria, pubblicato nel 2023 dall’Archivio Fusaro, rappresenta un contributo significativo per la ricostruzione della storia militare e sociale del Regno Lombardo-Veneto. Con un lavoro di paziente e rigorosa ricerca, l’autore ha raccolto e trascritto i nomi di 37.240 giovani italiani arruolati nel 16° reggimento di fanteria austriaco tra il 1814 e il 1866, proponendo non solo un racconto delle vicende del corpo militare, ma anche una prospettiva sulle vite di questi uomini all’interno del più ampio contesto storico.
Un elemento che ha guidato l’appassionato durante il suo studio è la consapevolezza del fatto che «questi soldati sono stati dimenticati dalla storia della nostra patria in quanto considerati “nemici” perché appartenenti all’esercito austriaco del Lombardo-Veneto, mentre altro non erano se non soldati che facevano il loro dovere».
Motivato da questo senso di rispetto, ma sempre con voce assolutamente neutrale, Fusaro non si limita ad elencare le attività e le mansioni dei soldati: cerca di collocare ciascuno di essi nel proprio tempo, ripercorrendo l’evoluzione e le dinamiche della coscrizione nel Lombardo-Veneto. Partendo da nozioni basilari per la comprensione di un’altra epoca, l’opera ci illustra ordinatamente una realtà profondamente diversa da quella dei nostri giorni: «Con il consolidamento del Lombardo Veneto la leva divenne obbligatoria, anche se non universale. Ogni anno veniva stabilito, con apposito proclama, il numero di coscritti che ogni territorio doveva assicurare all’esercito e, in subordine, ogni comune era tenuto a inviarne il numero prestabilito».
Le parrocchie avevano anche un ruolo “civile” ufficiale: «Nella prima fase del reclutamento, specie negli anni in cui i Comuni non avevano ancora predisposto o aggiornato l’anagrafe, la figura del parroco era fondamentale, in quanto gli unici dati erano quelli dei Registri parrocchiali che il sacerdote era tenuto a compilare non solo per quanto prescritto dal Concilio di Trento, ma anche per trasmettere annualmente all’ufficio leva del Comune la lista dei nati negli anni indicati dal bando imperiale, compresi i morti e gli inabili».
La durata della “naja”, mediamente di otto anni (inizialmente erano quattro, poi fu prolungata di altri due con l’inserimento della riserva), è analizzata con attenzione, sottolineando come questo periodo, pur sembrando oggi lunghissimo, fosse relativamente contenuto rispetto ai 14 anni di servizio obbligatorio previsti in altre regioni dell’Impero o alle imposizioni vigenti nelle “Province Ereditarie”, dove si rimaneva sotto le armi fino ai quarantacinque anni.
Il testo unisce rigore documentario e chiarezza narrativa: l’autore guida i lettori attraverso la vita militare, le difficoltà del servizio e le esperienze di questi soldati veneti, offrendo al contempo uno strumento prezioso per genealogisti, storici locali e amanti della storia militare. La struttura del libro permette di accedere facilmente alle informazioni su singoli uomini, mentre i capitoli di analisi storica aiutano a comprendere il contesto politico, sociale e militare in cui operarono.
Sicuramente quello di Fusaro è uno sforzo di grande valore che – come raramente accade – rende visibile l’umanità dietro i numeri e inizia a restituire un po’ di voce a migliaia di giovani italiani che combatterono “dall’altra parte”. Oggi il suo è un libro imprescindibile per chiunque voglia comprendere determinati aspetti della storia del Lombardo-Veneto e il ruolo dei suoi soldati nell’Impero d’Austria. Ci auguriamo che il saggio sia ripubblicato in una versione corretta da refusi e aggiornata, e che la ricerca prosegua su più vasta scala.
Da “Storia Veneta n°81” – dicembre 2025