A cura di Riccardo Pasqualin

“Veneto esoterico. Luoghi e segreti” di Giovanni Golfetto (Il Cerchio, Rimini, 2023)
RECENSIONE:
Nel panorama editoriale dedicato ai misteri e alle simbologie della nostra Regione, Veneto esoterico. Luoghi e segreti di Giovanni Golfetto si inserisce come un nuovo tassello di quella (ormai vastissima) «letteratura di scoperta» che unisce curiosità storica, erudizione locale e suggestioni misteriose. Il volume, pubblicato da Il Cerchio nel 2023, si propone di accompagnare il lettore attraverso un viaggio nei territori veneti sulle tracce di eventi enigmatici, segni visibili solo agli “iniziati”, rappresentazioni arcane e rimandi segreti spesso celati nelle pieghe dell’arte e delle architetture.
Moltissimi sono in questo senso i casi interessanti, noti o meno noti; ad esempio, come spiega l’autore: «Nel 1518 il religioso Giovanni Agostino Pantheus [?-1535] dedicò al papa [Leone X] e al doge [Leonardo] Loredan il libro L’ars transmutationis metallicae, la prima opera di alchimia stampata in Italia. Questo anche se trent’anni prima, nel 1488, il governo della Serenissima ne aveva vietata la pratica. In parte questo era avvenuto perché, come vedremo, c’erano molti sedicenti alchimisti che pretendevano di essere capaci di trasformare i metalli vili in oro, ma erano solo degli imbroglioni.
L’alchimia non era una pratica chiusa in se stessa ma poteva usare, per esprimere i suoi insegnamenti, arcani simboli tratti da altre discipline come l’architettura o la matematica». L’oro dei filosofi, cioè la conoscenza, era invece il tesoro a cui ambivano i veri alchimisti.
Strutturato in brevi capitoli, ciascuno dedicato a un luogo o un edificio, il volume si presta anche a una lettura selettiva, da guida turistica “alternativa”. Ogni sezione offre spunti, talvolta inediti, che mostrano l’attenzione dello scrittore verso aspetti insoliti della storia del Veneto e del patrimonio artistico delle sue città. Golfetto si muove tra fonti storiche, letterarie, filosofiche, racconti popolari e interpretazioni allegoriche, componendo un mosaico che, seppur non privo di fascino, resta tuttavia per lo più divulgativo.
Veneto esoterico non si discosta in modo sostanziale da altre opere analoghe già pubblicate sul tema. Si può ad esempio proporre un confronto con la Guida ai luoghi del Mistero di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige di Renato Zanolli (De Bastiani, 2011): entrambe le pubblicazioni condividono l’impianto di “mappa dell’occulto” e l’intento di valorizzare il territorio attraverso i filtri dell’immaginario del magico e della leggenda. Il lavoro di Golfetto, anche se aggiornato e scritto con impegno, non riesce a raggiungere una prospettiva significativamente nuova.
Un altro limite evidente dell’opera è l’assenza di immagini adeguate. Considerata la natura stessa dei contenuti – che ruotano attorno a opere d’arte, dettagli e simboli –, la mancanza di un apparato iconografico consono rende talvolta difficile seguire l’autore nelle sue descrizioni. Il lettore è spesso costretto a ricorrere a ricerche esterne per visualizzare ciò su cui vertono le pagine che sta sfogliando, perdendo così parte del piacere e dell’immediatezza.
Spiace inoltre che nel libro venga utilizzata l’espressione «Altopiano di Asiago» (oltretutto trattando del medioevo), quando etimologicamente e storicamente il nome corretto di quella terra è Altopiano dei Sette Comuni.
Nel complesso, Veneto esoterico si presenta come una lettura piacevole e capace di stimolare il desiderio di esplorare in chi cerca i lati nascosti della realtà che lo circonda. Pur non aggiungendo troppi elementi originali al genere delle guide ai “luoghi del mistero”, il libro di Golfetto offre un itinerario sufficientemente documentato e appassionato, che arricchisce – sebbene con le imperfezioni che abbiamo evidenziato – la bibliografia sul tema. Per i neofiti (è il caso di usare questo termine) può essere un buon acquisto.
Da “Storia Veneta n°81” – dicembre 2025